Romeo Ciuffa, flauto dolce
Simone El Oufir Pierini, clavicembalo
PROGRAMMA
J.S. Bach (1685-1750)
Trio Sonate per Flauto e Basso Continuo BWV 525 – 527 – 1031
Triosonata BWV 525 (in Fa)
(Allegro moderato), Adagio, Allegro
Corale "Here Jesu Christ, dich zu uns wende"
Triosonata BWV 527 (in la)
Adagio-Vicave, Andante, Un poco allegro
Sonata BWV 1031 (in Fa)
Allegro moderato, Siciliano, Allegro
Triosonata BWV 529 (in Do)
Allegro, Largo, Allegro
Le Sonate in trio BWV 525, 528 e 529 appartengono a una raccolta di sei capolavori scritti da Johann Sebastian Bach a Lipsia, intorno al 1730. Concepiti originariamente per l'organo a due manuali e pedaliera, questi brani rappresentano una delle vette più alte della letteratura per strumenti a tastiera e della tecnica contrappuntistica barocca. Bach compose queste opere con un chiaro intento didattico, pensate in particolare per il talentuoso figlio maggiore, Wilhelm Friedemann, al fine di affinarne l'indipendenza delle mani e dei piedi. Strutturalmente, le sonate adottano il modello italiano in tre movimenti (Allegro-Adagio-Allegro). La Sonata n. 1 in Mi bemolle maggiore BWV 525 (qui trasposta in Fa) si distingue per la sua eccezionale trasparenza polifonica e il carattere solare e radioso. La Sonata n. 4 in mi BWV 528 (qui in la) si apre con un profondo e malinconico Adagio – rielaborato da una precedente cantata – per poi svilupparsi in un fitto dialogo drammatico. La Sonata n. 5 in Do maggiore BWV 529, infine, spicca per la straordinaria complessità formale e il virtuosismo brillante, incarnando la perfetta fusione tra rigore intellettuale e pura gioia espressiva. Ancora oggi, queste sonate affascinano per la loro incredibile modernità e l'assoluto equilibrio formale. Nella trascrizione per flauto dolce e cembalo obbligato non si perde nulla della meravigliosità di queste opere, anzi l’ascoltatore può recepire come il genio bachiano possa, si rilevi sempre nella sua totalità, in ogni forma musicale!



