ENSEMBLE ORLANDO
Chiara Guglielmi, mezzosoprano
Teresa Ceccato, viola
Enrico Maria Polimanti, pianoforte
Camilla Ribechi, voce narrante
PROGRAMMA
F. Delius
2 preludes
A. Bax
Water Music (pf)
R. Vaughan Williams
The Lake in the Mountains
TESTI
A Madge Vaughan 1 dicembre 1904
A Madge Vaughan metà dicembre 1904
A Vanessa Bell Bayreuth 16 agosto 1909
A Katharine Arnold-Forster 12 agosto 1919
R. Clarke
Down the Salley Gardens
E. Smyth
Possession
R. Quilter
Come away Death (da Shakespeare Songs)
TESTI
A Vita Sackville-West 16 marzo 1926
A Ethel Smyth 17 marzo 1930
A Ethel Smyth 6 aprile 1930
F. Bridge
Pensiero e Allegro appassionato
R. Clarke
Moerpheus
TESTI
A Ethel Smyth 1 febbraio 1941
A Judith Stephen 2 dicembre 1939
A Ethel Smyth 19 agosto 1930
E. Elgar
Carissima, Nimrod
TESTI
A Molly MacCarthy marzo 1912
A Vanessa Bell 21 aprile 1927
Ultima lettera al marito Leonard Woolf
F. Bridge
3 Songs: Far, far from each other
Where is that oer soul doth go?
Music when soft voices die
“Quello che desidero è scrivere la vita”
Questo il pensiero di Virginia Woolf, nata a Londra nel 1882, in una famiglia colta e abbiente, destinata a diventare una delle scrittrici più innovative e originali della sua epoca.
Virginia è autodidatta, non è andata né a Eaton né a Cambridge, la sua formazione è avvenuta principalmente nella biblioteca paterna. E' una lettrice accanita: legge di tutto, dagli autori più conosciuti a quelli anonimi. Ma parte fondamentale della sua educazione risiede nella musica.
Virginia cresce immersa nella musica: da ragazza assiste ad opere e concerti tre o quattro volte alla settimana, e come la maggior parte delle donne della sua classe sociale, riceve un'educazione musicale nel canto e nel pianoforte.
Parole e musica: ecco il vocabolario di cui si nutre l'immaginazione e la vita interiore di Virginia. Lei stessa paragona la redazione del suo diario a un pianista che si esercita con le scale e descrive la lettura come un processo di "accordatura" in vista della scrittura. Nel 1940 scrive: “è strano, dato che non sono una musicista, ma penso sempre ai miei libri come musica prima di scriverli”.
Molti dei primi recensori di Virginia Woolf notarono dei parallelismi tra le sue innovazioni letterarie e quelle di compositori a lei contemporanei, fino a riconoscere, dietro al suo uso sperimentale delle forme narrative, un attento studio delle forme musicali.
Ed è dunque attraverso questo speciale vocabolario, fatto di musica e parole, che racconteremo la sua storia, come scrittrice e come donna, restituendoci un ritratto intimo e poetico di una delle più grandi autrici del Novecento e immergendoci al contempo nelle sonorità nelle suadenti sonorità dell'Inghilterra del primo Novecento.
Produzione I Concerti nel Parco
In collaborazione con EMP



