• Tesori della casanatense
  • 3269
  • 15/12/2007
  • Alessandro Scarlatti e dintorni
Musica Antiqua Latina
Gabriella Martellacci - contralto

Musica Antiqua Latina
Giordano Antonelli - violoncello piccolo
Stefano Barneschi - primo violino
Paolo Perrone - secondo violino
Luca Cola - basso
Salvatore Carchiolo - cembalo


Programma
Alessandro Scarlatti
Toccata per il cembalo

Alessandro Scarlatti
"Infirmata vulnerata" *
per contralto, due violini e basso continuo

Johann Jacob Froberger
Fantasia supra Ut Re Mi Fa Sol La**

Georg Friedrich Händel
Cantata per contralto e basso continuo
"Lungi da me, pensier tiranno!" HWV 125 b

Georg Friedrich Händel
Sonata op. 5 n. 7
Preludio - Corrente - Sarabanda - Giga

Domenico Scarlatti
Sonata per solo cembalo K. 234 - Andante
Sonata per solo cembalo K. 235 - Allegro

Georg Friedrich Händel
Trio Sonata op. 5 n. 4
Allegro a tempo ordinario - Allegro, non presto
Passacaille - Gigue

Alessandro Scarlatti
"Totus Amore" *
per contralto, due violini e basso continuo


*Alessandro Scarlatti, Concerti Sacri (1707 - 1708)
Motetti a una, due, tre e quattro voci con violini
Biblioteca Casanatense Mus, 541-547
Edizione critica di Luca Della Libera in corso di stampa per A-R. Editions

**Athanasius Kircher, Musurgia universalis (Roma 1650)
Biblioteca Casanatense M. II 59-60


Presentazione del concerto

Per il terzo anno "I concerti nel parco" prosegue il valoroso progetto di proporre, in alcuni casi per la prima volta in epoca moderna, pagine della grande civiltà musicale italiana nei luoghi dove esse sono conservate.

Dopo Luigi Rossi e Giacomo Carissimi nel 2005, Nicolò Paganini nel 2006, quest'anno la scelta cade su Alessandro Scarlatti, compositore mirabile ancora troppo poco conosciuto, eseguito ed ascoltato.

Tra i suoi innumerevoli tesori, la Biblioteca Casanatense conserva un esemplare della stampa dei "Concerti sacri op. 2" del compositore siciliano.
L'edizione, pubblicata ad Amsterdam da Roger tra il 1707 ed il 1708, consiste in una serie di nove mottetti, da una a quattro voci, due violini e basso continuo, e si conclude con un Salve Regina.
Si tratta dell'unica raccolta a stampa di musica sacra pubblicata durante la vita dell'autore, che molto probabilmente la realizzò a Napoli già nel 1696, quando era a capo della prestigiosa Real Cappella, l'istituzione musicale più prestigiosa della città, che aveva il compito di presenziare ai più significativi "eventi" cittadini, di qualsiasi genere, sacri e profani.
All'epoca di Scarlatti il confine tra sacro e profano era quanto mai sfuggente.
Questi mottetti lo dimostrano chiaramente: sia in Infirmata vulnerata sia in Totus amore languens Scarlatti adotta scelte compositive "teatrali" .
Da un lato le arie sono costruite secondo il collaudato schema tripartito A - B - A, e dall'altro nel rapporto tra musica e testo il compositore tende sempre a raggiungere il massimo dell'effetto espressivo, attraverso una serie di espedienti espressivi codificati in ambito profano.

Il resto del programma rappresenta un percorso in quella che probabilmente è stata uno dei periodi storici più affascinanti per la storia della musica a Roma, vale a dire nei decenni tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento.
La città eterna rappresentava un fascino irresistibile, grazie alla presenza di numerose istituzioni musicali: non solo le cappelle delle grandi basiliche, ma anche le corti nobiliari o cardinalizie, che avevano al loro servizio strumentisti e cantanti.

Si spiega così nel programma la presenza della cantata Lungi da me, pensier tiranno, di Georg Friedrich Händel, scritta durante il suo soggiorno romano, e della Sonata n. 8 op. 5 di Arcangelo Corelli, il compositore che meglio di tutti contribuì alla definitiva autonomia sintattica della musica strumentale.
A questi si aggiunge un doveroso omaggio alla figura di Domenico Scarlatti (figlio di Alessandro), del quale quest'anno si celebrano i duecentocinquant'anni dalla morte, e al compositore tedesco Johann Jacob Froberger, che fu allievo a Roma di Frescobaldi.

Luca Della Libera

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